Verbania – Il piccolo Angelo, nato due anni fa, ha lo stesso nome dello zio che non ha mai conosciuto, Angelo Vito Gasparro morto nel 2021 all’età di 45 anni, con la moglie Roberta Pistolato, durante la gita domenicale sul monte affacciato sul lago Maggiore.
“Abbiamo deciso di chiamarlo come mio fratello – spiega Vito Gasparro – e mi ricorda lui anche nell’aspetto, pur essendo piccolo ha simili tratti fisici e caratteriali”. Angelo Vito e Roberta si erano trasferiti al Nord dalla Puglia per lavoro: lui aveva ottenuto un impiego al Centro unico prenotazioni dell’Asst di Melegnano, lei si era da poco guadagnata la qualifica di medico di base. Sono due delle 14 persone morte il 23 maggio di cinque anni fa, quando la cabina numero 3 della funivia Stresa-Mottarone è precipitata con i passeggeri a bordo e l’incidente, provocato da carenze nella manutenzione e inosservanza delle basilari misure di sicurezza, ha distrutto intere famiglie.
Quattordici morti, tra cui due bambini: Serena Cosentino, 27 anni di origini calabresi e una borsa di studio al Cnr, il fidanzato di origine iraniana Mohammed Reza Shahisavandi, 30 anni; Roberta Pistolato, che festeggiava i suoi 40 anni, e il marito 45enne Angelo Vito Gasparro; i fidanzati varesini Silvia Malnati, 26 anni, e Alessandro Merlo, 29; Vittorio Zorloni, la moglie Elisabetta Personini e il figlio Mattia, di soli 5 anni, anche loro del Varesotto. Fra le vittime Amit Biran, 30 anni, che si era trasferito a Pavia per studiare Medicina, la moglie Tal Peleg, di 27, e il figlio Tom di 2 anni. Morti anche i bisnonni Itshak Cohen, 82 anni, e la moglie Barbara Cohen Konisky, 70 anni, arrivati in visita da Israele.






