Con tre patteggiamenti a pene che, una volta definitive, consentono di evitare il carcere, e con altri due proscioglimenti, si conclude la vicenda giudiziaria relativa ad uno dei più gravi incidenti a una funivia degli ultimi anni in Italia. "Questo è il valore che danno alla vita delle persone", si è limitata a dire, attonita, Vincenza Minutella, la mamma di Silvia Malnati, una delle 14 vittime di quella tragedia del 23 maggio di quattro anni fa.
Il gup di Verbania Gianni Macchioni, con il via libera della Procura, ha accolto le proposte di patteggiare avanzate dai legali di Luigi Nerini, Enrico Perocchio e Gabriele Tadini. Il primo, titolare della Ferrovie del Mottarone, ha chiuso con 3 anni e 10 mesi di reclusione. Il secondo, allora direttore di esercizio, con 3 anni e 11 mesi e il terzo, all'epoca del disastro capo servizio dell'impianto, con 4 anni e 5 mesi.Dichiarato invece il non luogo a procedere per Martin Leitner, consigliere delegato dell'omonima società, e per Peter Rabanser, responsabile del customer service.
"Questo risultato non è il migliore, ma è una soluzione complessivamente adeguata. Siamo consapevoli della sofferenza dei familiari delle vittime, ma il processo penale non può mirare a restituire nulla e neppure ad attenuare il dolore", ha detto uscendo dall'aula il procuratore Alessandro Pepè. Un intervento "da brividi" per la sindaca di Stresa, Marcella Severino: "sono molto amareggiata - dice non a caso - Forse loro (i pm, ndr) non sono stati ore e ore in mezzo ai morti, come ho fatto io. Giustificano il fatto che non vai a processo perché in questo modo si rinnova il dolore?".










