C’è una cifra che, più di tutti, C’è una cifra che, più di tutti, ha insospettito procura e guardia di finanza sulla gara del Parco della Salute: 479 euro, cioè il ribasso dello 0,00119784% sul canone annuo da 39 milioni e 988mila euro per la concessione del futuro polo ospedaliero. È l’unico ribasso presentato dal Consorzio Sis e Abp Nocivelli, che si sono aggiudicati progettazione e costruzione del Parco senza offrire neanche 1 euro in meno sull’altra somma soggetta a ribasso, il contributo pubblico complessivo di 183 milioni. Uno “0,00%” che, aggiunto alla prima percentuale infinitesimale, ha fatto alzare più di un sopracciglio agli investigatori: da lì è partita l’inchiesta per turbativa d’asta che vede indagati l’architetto Paolo Melchior, responsabile unico del procedimento per la realizzazione del nuovo polo ospedaliero, e il geometra Battista Magliari, tecnico del raggruppamento di imprese che fa capo alla famiglia Dogliani. «È tutto figlio di un grande equivoco» ha detto a Repubblica il legale rappresentante della società di progetto che si è aggiudicata la gara, Claudio Dogliani.

Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza, coordinato dal pm Giovanni Caspani e dal procuratore aggiunto Salvatore Dolce, ha iniziato a “scavare” tra le pieghe del bando dopo aver ricevuto l’incarico di analizzare i bilanci della Città della Salute: è il secondo filone dell’inchiesta sui presunti dieci anni di conti truccati della più grossa azienda ospedaliera piemontese, che ha già mandato a processo 16 tra manager ed ex direttori generali. Da lì l’attenzione degli investigatori si è spostata sull’appalto per l’ospedale che sorgerà all’ombra del grattacielo della Regione, con 1.040 posti letto e un investimento complessivo di 610,9 milioni di euro (11,9 a carico della Regione, 226,8 dello Stato e 372,2 del concessionario, che per 25 anni riceverà un canone di 39 milioni l’anno).