Donald Trump punta ancora i piedi e decide di chiedere modifiche "piuttosto significative" alla bozza di memorandum in discussione con l'Iran, dando il via al terzo ciclo di correzioni della proposta Usa.

I mediatori, a partire dal Pakistan dove l'Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas si recherà lunedì per l'ottavo Dialogo strategico bilaterale, spingono sulla discussione degli aspetti da definire, mentre la bozza revisionata nella riunione della Situation Room convocata venerdì alla Casa Bianca è stata recapitata a Teheran in vista della relativa approvazione, attraverso un passaggio che richiederà non meno di tre giorni.

Il tycoon vuole l'accordo e prevede di finalizzarlo a breve, ma ha messo in chiaro che intende rafforzare diversi punti a lui cari, in particolare quelli sia sul materiale fissile altamente arricchito sia sul programma nucleare, con impegni "chiari e più stringenti" di Teheran a non perseguire le armi atomiche, invece che della sua indicazione generica priva di concessioni specifiche, ha riferito Axios, in base a fonti molto vicine al dossier.

Il testo fissa 60 giorni per negoziare sul nucleare dell'Iran e la revoca delle sanzioni da parte degli Usa: i primi punti all'ordine del giorno riguardano le modalità di smaltimento delle scorte di uranio arricchito dell'Iran e le misure per limitare in futuro ulteriori procedure simili. In altri termini, si tratta di definire con precisione le modalità con cui gli Usa acquisiranno il materiale fissile e le relative tempistiche, mentre Trump ha chiesto modifiche anche alla formulazione relativa alla riapertura dello Stretto di Hormuz.