«Ferrero può promettere una cosa: un anno di fornitura di Estathé a tutti i coraggiosi che sono qui sotto il sole». Mario Calabresi guarda al pubblico di piazza Umberto I, presente nonostante il caldo dell’ultimo pomeriggio del Festival della TV di Dogliani, e trova la chiave del racconto: un marchio che da ottant’anni accompagna la vita quotidiana degli italiani, tra ricordi, abitudini e innovazione. Sul palco con lui c’è Fabrizio Gavelli, amministratore delegato di Ferrero Italia, chiamato a raccontare un anniversario importante: gli 80 anni dell’azienda nata nel 1946 da una piccola pasticceria di Alba – ma va ricordato che Pietro Ferrero, padre di Michele, aprì prima ancora una piccola pasticceria proprio a Dogliani - e diventata oggi un gruppo da oltre 25 miliardi di euro di fatturato, ancora controllato dalla famiglia Ferrero.
Calabresi parte da un episodio recente: il barattolo di Nutella apparso nella capsula spaziale della missione che ha orbitato attorno alla Luna. «Probabilmente il più grande spot pubblicitario della storia non voluto e non pagato». Gavelli conferma: nessuna operazione di marketing, soltanto la scelta di un astronauta che aveva portato con sé la Nutella e il caso che ha fatto fluttuare il barattolo davanti alle telecamere. Ma il cuore dell’incontro è soprattutto la cultura industriale che ha permesso a Ferrero di crescere mantenendo una visione di lungo periodo. Un esempio su tutti: Estathé. Calabresi ricorda un episodio raccontatogli da Michele Ferrero.









