Se non si è Rama Duwaji, l’illustratrice moglie del sindaco di New York Zohran Mamdani che fa tendenza con i suoi look anticonformisti e abbinamenti fuori dagli schemi, gli stivali texani a un matrimonio sarebbe meglio non indossarli, e nemmeno le sneakers, anche se abbinati alla gonna di pizzo. Alle personalità creative e popolari tutto è permesso, persino i bermuda con cintura brillantinata a un ricevimento di matrimonio. Ma per i comuni mortali esistono regole di stile che andrebbero seguite per bon ton, eleganza, condivisione di un momento di festa formale. Stiamo parlando delle scarpe più adatte alle cerimonie e ricevimenti che durante il mese di giugno affollano gli spazi aperti e chiusi della nostra penisola, dalle ville nobiliari con parco ai saloni con soffitti affrescati, dalle terrazze vista mare ai cortili di palazzi privati. Non solo: stiamo parlando di calzature che si possono tenere addosso anche a festa finita, magari per fare una passeggiata al chiaro di luna o per raggiungere gli amici a una serata casual.
Se per la sposa di solito si scelgono scarpe preziose con tacco o tacchetto, in colori chiari che vanno dal bianco al cipria all’avorio impreziosite da lacci e intarsi di tessuto e per lo sposo scarpe nere o marroni in pelle lucida, preferibilmente Oxford, per gli invitati la scelta è molto più ampia. L’importante è non esagerare mantenendo una certa sobrietà e garbo. Fra gli esempi positivi femminili per un’invitata c’è l’intramontabile décolleté, anche con tacco comodo, sempre chic, e la ballerina; fra gli esempi negativi maschili lo stivaletto ‘da combattimento’ stringato, anche se dovesse piovere e ci sono le pozzanghere.














