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Il 31 maggio del 1986, quarant’anni fa, iniziava in Messico una delle edizioni più memorabili nella storia dei Mondiali di calcio. Vinta dall’Argentina, fu quella del celebre gol di mano e del “gol del secolo” di Diego Armando Maradona nel quarto di finale contro l’Inghilterra; e di un altro spettacolare quarto di finale, quello vinto ai rigori dalla Francia contro il Brasile.
E mentre sugli spalti la ola diventava popolarissima tra i tifosi, in campo si potevano vedere alcuni tra i più grandi calciatori di sempre. Oltre a Maradona, considerato da molti il più forte di sempre, c’erano il raffinato centrocampista francese Michel Platini, i roboanti brasiliani Zico, Sócrates e Careca, il rapidissimo attaccante spagnolo Emilio Butragueño, il prolifico attaccante inglese Gary Lineker e i grintosi ma eleganti Karl-Heinz Rummenigge e Lothar Matthäus, della Germania Ovest.
Il brasiliano Socrates durante il quarto di finale contro la Francia; alla sua destra, con la maglia numero 10, c’è Michel Platini. Qui si può recuperare tutto quel quarto di finale (Jean-Yves Ruszniewski/TempSport/Corbis/VCG via Getty Images)
A rendere quel Mondiale indimenticabile fu anche il contesto festoso e colorato nel quale si svolse e in particolare lo stadio Azteca di Città del Messico, che allora aveva più di 100mila posti ed era già molto noto. Aveva ospitato infatti le più belle partite dei Mondiali del 1970: la spettacolare semifinale tra Germania e Italia, oggi ricordata come la “partita del secolo”, e la finale vinta dal Brasile di Pelé contro l’Italia.














