Questo mese il capo di Microsoft Satya Nadella ha rimosso buona parte del gruppo dirigente che guidava l’azienda da decenni, sostituendolo con nuovi manager con un obiettivo esplicito: rilanciare l’azienda nel settore dell’intelligenza artificiale (AI). La notizia, riportata dal sito Business Insider, è l’ultimo segnale di una crisi che interessa l’azienda da alcuni anni.

Microsoft, infatti, non è riuscita a sfruttare l’enorme vantaggio competitivo che aveva all’inizio del 2023, quando si ritrovò a gestire l’enorme successo di ChatGPT, il chatbot sviluppato da OpenAI, di cui proprio Microsoft era il principale investitore. All’epoca l’idea dell’azienda era di sfruttare le tecnologie di OpenAI per potenziare i suoi servizi e conquistare nuove quote di mercato, dominando il settore delle AI. Per riuscirci, Microsoft avrebbe potuto sfruttare anche Azure, la sua divisione che si occupa di cloud, i sistemi di archiviazione esterna che consentono di accedere a file o servizi via internet, e che sono fondamentali allo sviluppo e al funzionamento delle AI.

A tre anni di distanza da allora, Microsoft soffre la concorrenza della stessa OpenAI, la cui alleanza con l’azienda è andata sfaldandosi sempre più, ma anche di Google e Anthropic; nel frattempo Copilot, il suo assistente AI, registra tassi di crescita deludenti. È per questo che Nadella ha deciso di cambiare profondamente i vertici del gruppo, dopo che lo scorso ottobre aveva già delegato la gestione degli accordi commerciali a un CEO apposito, Judson Althoff, per concentrarsi maggiormente sulle questioni tecnologiche. Da allora Nadella partecipa in prima persona a molte riunioni che riguardano i servizi AI, cosa irrituale per l’amministratore delegato di un’azienda che vale tremila miliardi di dollari.