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Luigi Ferrarella

Mentre i carabinieri si trovavano nel cantiere da 200 milioni di dollari all'ex Tiro a Segno, venerdì un uomo lo avvertiva al telefono: «Meglio se vieni per le ferie in Turchia». Detto, fatto: il manager stava per partire con la moglie da Orio al Serio

È stato fermato dai carabinieri all’aeroporto di Bergamo, mentre stava cercando precipitosamente di lasciare l’Italia per volare a Istanbul, il 49enne manager turco Ulas Demir, preposto dalla statunitense «Caddell Construction Co. LLC» alla sede secondaria italiana della multinazionale che, secondo la Procura di Milano, sul «para-schiavismo» di centinaia di manovali indiani sfruttati sta costruendo il nuovo Consolato Generale degli Stati Uniti, cantiere da 200 milioni di dollari sull’area dell'ex «Tiro a Segno» di Piazzale Accursio.

L'avvertimento al telefono, coi carabinieri sul cantiereProprio l’altro ieri, mentre i carabinieri del Comando Tutela Lavoro notificavano il decreto dei pm Mauro Clerici e Paolo Storari di «controllo giudiziario» della divisione italiana di Caddell per caporalato degli operai indiani pagati di fatto 2 euro l’ora, il dirigente turco, che nel decreto appariva indagato (insieme alla divisione italiana della società americana Caddell) per l’ipotesi aggravata di intermediazione illecita e sfruttamento di lavoro, senza sapere di essere intercettato ha ricevuto dalla Turchia la telefonata di uomo che il manager trattava come un proprio superiore: «Fratello - lo esortava questa voce maschile -, Zafer dice che se vieni per ferie (in Turchia, ndr), sarebbe meglio… Vedi un attimo e parlane con la tua moglie».