Ci sono malattie con una storia secolare mai eradicate, cioè eliminate - come la tubercolosi – che riprendono quota. Idem gonorrea, scolo, sifilide. Si potrebbe continuare. Troppo spesso, ed erroneamente, ci si convince di avere ormai sfoltito l’album della Medicina delle patologie più datate, almeno nel mondo occidentale. Anche così, il ritorno dello scorbuto è una di quelle notizie che prendono in contropiede. scorbuto: la malattia di cui hanno sofferto e per cui sono morte generazioni di marinai sui vascelli di un tempo, così temuta da essersi ritagliata uno spazio anche nella letteratura. L’ultimo caso L’ultimo caso, di cui si ha notizia solo ora, data a poche settimane fa: ha riguardato una bambina di 7 anni, italiana, ricoverata per febbre e zoppia. In questo caso, una sottostante malattia reumatologica sistemica, diagnosticata durante il ricovero, stava predisponendo la piccola paziente a multiple carenze nutrizionali, tra le quali quella di Vitamina C. Il precedente Più datato quello diagnosticato, sempre all’ospedale Infantile Regina Margherita, ad un’altra bambina, di sette anni e sempre italiana. Scorbuto pediatrico: una malattia da grave e prolungata carenza di Vitamina C. La patologia determina un’alterazione della sintesi del collagene, proteina fondamentale per l’elasticità ed il sostegno di pelle, ossa, cartilagini e vasi sanguigni. Ne conseguono fragilità dei tessuti connettivi, sanguinamenti e dolore osteo-articolare. Può inoltre manifestarsi con astenia, irritabilità e difficoltà alla deambulazione. Un caso clinico che si è guadagnato la pubblicazione sulla rivista scientifica internazionale New England Journal of Medicine Evidence, con l’Università degli Studi di Torino. Fattore tempo «Abbiamo ritenuto fondamentale condividere questo caso per il suo valore didattico – spiega il dottor Emanuele Savasta, neospecialista della scuola di specializzazione di Pediatria di Torino e primo autore del lavoro. – In presenza di dolore persistente o zoppia non spiegata da traumi, è essenziale un’anamnesi accurata. Le abitudini alimentari devono essere sempre indagate. Nella severa selettività alimentare, lo scorbuto deve entrare nella diagnosi differenziale. Una diagnosi precoce consente di evitare esami inutili e di avviare rapidamente una terapia efficace.” Casi in aumento Precisano dal Regina Margherita che negli ultimi cinque anni sono state diagnosticate altri sei forme di scorbuto. Oggi mostra una preoccupante ri-emergenza nei Paesi occidentali, riflettendo nuove fragilità nutrizionali in età pediatrica. Recrudescenza principalmente legata alla diffusione di severa selettività alimentare, spiegano dall’Infantile: «Si tratta di regimi dietetici molto ristretti, spesso poveri o privi di frutta e verdura». Il fenomeno è sempre più osservato anche in associazione ai disturbi del neurosviluppo, inclusi i disturbi dello spettro autistico: in questi casi, la limitazione alimentare può essere marcata e persistente, con rischio concreto di carenze nutrizionali importanti. L’allarme dei medici Lo scorbuto, quindi, non è una patologia «storica». «È tornata una condizione attuale, che richiede elevata attenzione clinica – spiega la professoressa Franca Fagioli, direttrice del Dipartimento Patologia e Cura del Bambino del Regina -. Il suo riconoscimento può risultare complesso proprio per la scarsa familiarità con la diagnosi. È fondamentale un approccio clinico attento e strutturato. L’anamnesi deve essere mirata. È altrettanto importante dedicare tempo al paziente e alla famiglia, indagando con precisione anche le abitudini alimentari». «La pubblicazione rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro clinico svolto presso la nostra struttura – prosegue la professoressa Fagioli, che è anche direttrice della Scuola di Specializzazione in Pediatria di UniTo -. Sottolinea il valore di una pediatria che coniuga rigore clinico, attenzione alla persona e cultura dell’ascolto». «Questo risultato testimonia l’elevato livello professionale e scientifico della nostra azienda – conviene Adriano Leli, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Oirm-Sant’Anna – e conferma la grande preparazione dei nostri specialisti nella diagnosi e nella gestione di patologie complesse e ri-emergenti». Il rischio della sottovalutazione Il caso richiama l’attenzione su patologie considerate “dimenticate” ma ancora clinicamente rilevanti. Anche in questo caso la pediatria contemporanea richiede un equilibrio tra rigore scientifico e umanizzazione della cura, con un ascolto attento del paziente e della famiglia.
Torna “la malattia dei marinai”: al Regina Margherita una bimba di 7anni con lo scorbuto
È ricoverata per febbre e zoppia, l’allarme dei medici: «La causa è nei regimi dietetici molto ristretti, spesso poveri o privi di frutta e verdura»









