Poco dopo le 23.30 di venerdì sera circa trenta cavalli hanno iniziato a galoppare tra le automobili su via Cristoforo Colombo a Roma, una delle strade più grandi e trafficate della città. Erano fuggiti dalle terme di Caracalla, la zona dove stavano per iniziare le prove dei cavalieri dell’esercito, dei carabinieri e della polizia per la parata del 2 giugno, la festa della Repubblica. Gli ultimi cavalli sono stati recuperati sabato all’alba. Secondo quanto ricostruito poi a farli spaventare sarebbero stati dei fuochi d’artificio fatti esplodere lì vicino da un gruppo di vigili urbani che stava partecipando alle prove.
La corsa dei cavalli ha provocato alcuni tamponamenti delle auto che stavano percorrendo via Colombo. Quattro persone sono rimaste ferite: una poliziotta di 29 anni, che è stata disarcionata da un cavallo, e tre militari. Sono stati tutti ricoverati con fratture e ferite: una soldata è stata calpestata dal suo cavallo, che le ha rotto una costola perforandole così il polmone. Anche 15 cavalli sono rimasti feriti nel caos.
Sui social ci sono vari video che mostrano la corsa dei cavalli in via Colombo. Si vede che indossano ancora le selle e i paramenti della parata. Un uomo che ha assistito alla scena ha raccontato al manifesto di aver visto i cavalli «tutti bardati con gli stemmi, ancora con gli strumenti attaccati, uno aveva un tamburo che pendeva dalle sella, e intorno militari che cercavano di bloccarli a piedi, rischiando anche di farsi male». Ha detto poi che lui e altri automobilisti sono rimasti bloccati per moltissimo tempo, mentre la polizia cercava di recuperare i cavalli e organizzare il traffico. «Sembrava la scena di un film americano. Chi faceva video, chi usciva dalla macchina per esasperazione, una baraonda: la città era tutta bloccata».











