Euno si presenta come una ragazza, almeno sui social. Al momento in almeno due casi di ragazzi che accoltellano i loro prof ha mostrato di essere in possesso di chat personali recuperate prima dell’attentato. C’è un filo comune che unisce queste storie.
I casi sono due, lontani solo sulla cartina. Uno, quello più recente, in provincia di Trapani. L’altro, a marzo, in provincia di Bergamo. Questa è praticamente l’unica differenza. Il resto è simile, fin troppo. I dettagli sul caso di Trapani stanno emergendo solo nelle ultime ore. Il 29 maggio un ragazzo di 11 anni ha provato a ferire il suo professore di educazione tecnica con un coltello. Sulla maglietta una scritta fatta a mano “Me ne frego”. Il professore ha bloccato subito l’aggressione, rimediando giusto una ferita leggera alla mano. Gli investigatori parlano ora di “strage mancata”.
È arrivato a scuola con un casco nero pieno di scritte bianche. Tutte facevano riferimenti a stragi. Abbiamo recuperato le immagini. C’è il riferimento alla Columbine High School, dove nell’aprile del 1999 due ragazzi, Eric Harris e Dylan Klebold, sono entrati armati e hanno ucciso 13 studenti e un insegnante. Leggiamo la parola Incel, il movimento composto da ragazzi che si definiscono celibi involontari. Ma leggiamo anche il nome di Roberto Gleboni, l’uomo che nel settembre del 2024 a Nuoro ha ucciso a colpi di pistola la moglie, due figli e il vicino di casa. Ma ci sono anche scritte sconnesse: leggiamo “W PD” e “Per l’Europa”, accanto c'è una Stella di Davide. Un universo poco chiaro, che mette insieme violenza, messaggi politici e subculture social. Lo stesso universo a cui faceva riferimento il ragazzo che a Bergamo è entrato a scuola e ha accoltellato Chiara Mocchi, professoressa di francese. Anche lui con una maglietta scritta a mano, questa volta con Vendetta. Anche lui i riferimenti a stragi del passato, anche lui giovanissimo: aveva 13 anni.











