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Mara Rodella

I problemi sulla linea francese. Trenitalia: rimborso integrale dei biglietti

Nel pomeriggio di sabato 30 maggio, appena arrivata — finalmente — nella stanza d’albergo, si concede qualche sorriso, alternato a una rabbia non ancora del tutto sbollita e dominata dalla stanchezza assoluta: «Sicuramente adesso dormiremo almeno tre ore». Perché da venerdì sera ha chiuso occhio giusto cinque minuti. Si chiama Eugenia Ceresetti, vive in città, e il ponte del 2 giugno lo passa a Parigi, con il marito Fabio e la figlia Clara, adolescente. Per arrivarci, però, hanno impiegato 11 ore e 57 minuti in più del previsto. Un calvario. Sulle rotaie.

Partenza dalla stazione centrale di Milano alle 15.48 di venerdì, sul Frecciarossa numero 9296 di Trenitalia: arrivo previsto a Parigi alle 22.36. «Abbiamo spaccato il minuto, ero felicissima». E sarà così anche nelle altre stazioni italiane, fino a quella di Lione, poco oltre il confine francese. Le anomalie iniziano alle 20.30 circa. «Il convoglio ha cominciato a rallentare». E sono stati deviati, ma non all’istante, sulla linea regionale. Per capirlo, però, servono mezz’ore infinite, solleciti al capotreno e all’equipaggio («sempre disponibili e gentili, questo va detto»), messaggi piuttosto vaghi e a tratti contradditori diffusi in altoparlante tra i passeggeri: sempre in francese, spesso in inglese, uno su tre in italiano.