l’inchiestaL’Aquila. Le chat delle madri che ordinano cocaina: «Viene mio marito, sto con i figli»WhatsApp, account business e piattaforme con messaggi a scomparsa: così si gestivano i “clienti”.Cristina Di StefanoL’AQUILA «Si zioooooo, sono stata sotto malattia». «Puoi venire a Bazzano?». «Posta». «Tra 15 minuti». «Però viene mio marito». «Io sto con i figli». Sono alcune delle chat finite nelle carte dall’operazione “Coca Delivery”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila, che ha portato all’esecuzione di 25 misure cautelari in carcere e 11 divieti di dimora nei confronti di 40 indagati. E mentre proseguono gli interrogatori di garanzia, decine di conversazioni restituiscono agli investigatori l'immagine di uno spaccio che si intreccia con la vita quotidiana, nascosto dietro appuntamenti apparentemente banali, messaggi lampo e chat destinate a scomparire. Ma c’è di più. Oltre a WhatsApp c’è un altro filone. Quello dei social. Piattaforme dedicate utilizzate per promuovere la vendita della droga, attraverso linguaggi in codice, foto di denaro contante e sistemi di autoeliminazione delle conversazioni. Nelle migliaia di pagine degli atti emerge il quadro di un'organizzazione che avrebbe trasformato lo smartphone nel principale strumento per gestire ordini, consegne e approvvigionamenti. SPACCIO DIGITALE PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI E ACQUISTA LA TUA COPIA DIGITALE OPPURE IN EDICOLA Leggi anche Leggi anche