il giro di stupefacentiL’Aquila. L’esercito di consumatori di cocaina. Un’inchiesta che fa tremare moltiNelle carte spuntano negozianti, l’impiegato della Regione, madri insospettabili, gestori di locali della movida. Migliaia di cessioni, giro economico vorticoso. E ora dall’esame dei telefonini possono emergere altri nomiCristina Di StefanoL’AQUILA Il titolare di un negozio di abbigliamento, un dipendente della Regione Abruzzo, barman e lavoratori dei locali della movida aquilana. Ma anche tante donne, alcune madri di bambini piccolissimi, che davanti agli investigatori hanno ammesso di fare uso di cocaina «da molti anni» oppure «saltuariamente». È il volto insospettabile – e trasversale – degli oltre cento clienti che alimentavano il mercato della droga dei “turisti” della coca, giovani corrieri e spacciatori che andavano e venivano dall’Albania per rifornire senza sosta L’Aquila e altre località d’Abruzzo o di regioni limitrofe. Un esercito di consumatori comuni che, secondo gli investigatori, «reggeva» economicamente il sodalizio criminale smantellato con l’operazione “Coca Delivery”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila. Operazione che ha portato all’esecuzione di 25 misure cautelari in carcere e 11 divieti di dimora in Abruzzo. In totale sono 40 gli indagati, tutti albanesi giovanissimi, tranne un romano di 63 anni. Dietro il sistema, monitorato per due anni dal comando provinciale dei Carabinieri dell’Aquila, secondo quanto emerge dall’ordinanza del gip Marco Billi, c’era una macchina dello spaccio strutturata e ramificata, divisa in almeno tre gruppi criminali autonomi ma collegati tra loro. Un’organizzazione definita dagli investigatori «stabile» e «professionale», capace di garantire una presenza continua sul territorio grazie a pusher intercambiabili, telefoni che passavano di mano, auto a noleggio e consegne organizzate quasi esclusivamente via WhatsApp (difficilmente intercettabile) con scambio di coordinate Gps «per individuare i luoghi e sincronizzare i tempi di consegna». Tutto nei dettagli. Sommando gli episodi contestati nei vari capi di imputazione, si superano abbondantemente le 1.400 cessioni, documentate anche con fototrappole. PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI E ACQUISTA LA TUA COPIA DIGITALE OPPURE IN EDICOLA Leggi anche Leggi anche