Genova – Nei giorni in cui al cinema è tornato in versione integrale Kill Bill, cult del 2003, è facile trovare somiglianze tra Beatrix Kiddo che decapita uno dopo l'altro gli scagnozzi della Yakuza giapponese grazie alla formidabile katana dello spadaio Hattori Hanzo, e il Ceo Sport della Sampdoria Jesper Fredberg che (fortunatamente solo in forma metaforica) decolla uno dopo l'altro i tesserati della Sampdoria che fu nell'imponente opera di purificazione commissionatagli dal proprietario Tey e dal plenipotenziario Walker. Del resto, oltre ai capelli biondi e agli occhi chiari, il danese condivide con Uma Thurman pure le origini scandinave: la nonna dell'attrice era la modella svedese Birgit Holmquist. Protesta generalizzata Purtroppo, però, come la scena del massacro di Kill Bill costò alla produzione 400 litri di sangue finto da rimuovere dal set, anche le azioni del Ceo hanno conseguenze tangibili. Le prime le ha già viste rientrando a casa venerdì sera o, al più, aprendo la finestra ieri mattina: uno striscione, firmato La Sud, apposto davanti alla sua abitazione con la scritta: "Fredberg, ma tu quando ti levi dai c...?" (un altro, per Walker, è stato appeso davanti alla sede, dove l'inglese aveva incontrato i tifosi nei giorni scorsi). Riferimento a quanto era accaduto qualche ora prima, l'esonero dell'ormai ex ds Andrea Mancini e dell'ex coordinatore dell'area tecnica, Gianni Invernizzi. Un evento che ha scatenato (semplice prevederlo e forse, supposizione, anche sapendo ciò Fredberg ha rimandato il più possibile la decisione) la furia del tifo. Prima che nella realtà, con gli striscioni notturni, via social, come ormai consuetudine. Asperrime critiche e non è mancato, come sempre sui social, chi ha travalicato il confine. Tra i civili invece, ma comunque capaci di muovere perentorie obiezioni, l'ex Sampd'Oro Ivano Bonetti: «Una squadra estiva sbagliata, portata sull’orlo della retrocessione, viene salvata per il secondo anno da persone che conoscono davvero l’ambiente, il peso della maglia e la responsabilità verso la città. E proprio quelle persone vengono allontanate dagli stessi dirigenti che dovrebbero ringraziarle. Non si può parlare di futuro distruggendo l’identità di questa società. Così viene cancellato l’ultimo legame con una cultura sportiva di appartenenza, serietà e umanità». Rammaricato, ma orgoglioso, Francesco Invernizzi, di lavoro dirigente del Sestri Levante e nella vita figlio di Gianni: «Guarda la riconoscenza, il rispetto e la stima che nutrono per te i tuoi ex compagni, i tuoi colleghi, i tuoi ragazzi, i tuoi giocatori, e poi sii fiero di te almeno 1/4 di quanto lo sono io. Ti voglio bene». In serata è arrivato il saluto via social di Mancini jr: «Nel calcio e nella vita bisogna accettare che ogni proprietà sia libera di agire secondo le proprie scelte e strategie. È qualcosa che rispetto ma che non cancella l’amarezza per un’avventura che avrei voluto continuare a vivere. Provo profondo rammarico (...) Lascio con l’orgoglio di aver rappresentato la Sampdoria lavorando nel solco di un cognome che per questa piazza vale molto. L’ho fatto con responsabilità, appartenenza e provando a regalare soddisfazioni a una tifoseria senza eguali, unici nel mondo. Essere blucerchiati è un modo di vivere, è dignità e stile». Effettivamente, un epilogo così brutale per due figure preziose, suscita risate amare. Mancio junior, costruendo con carta bianca l'instant team dei famosi 10 acquisti di gennaio scorso (di cui 6 presi dalla Serie A) ha cambiato faccia alla squadra. Ma sarebbe sbagliato non sottolineare il suo lavoro precedente. In estate, nel pur difficile mercato in coabitazione con Fredberg, si accaparrò pedine rivelatesi importanti come Cherubini e Henderson. Ma nella sua prima parentesi blucerchiata ebbe intuizioni come Leoni e Ghilardi. Valore di mercato odierno (Transfermarkt) 25 e 18 milioni. E i rinnovi: Diop stava per diventare il nuovo Mane, perso a zero ed esploso all'estero, invece ha firmato fino al 2028 come Malanca. Conti è stato blindato fino al 2030. Processi, questi, in cui è stato importante, sempre al suo fianco, lo stesso Invernizzi. Che alcuni rinnovi dei prodotti del vivaio (ad esempio Tantalocchi e Scardigno) li ha trattati da solo. E che, in generale, seguiva e si informava sui ragazzi in prestito, conosciuti quando era responsabile del settore giovanile. Ruolo ora ricoperto da Puggioni, che, gira voce tra gli addetti ai lavori, pare si sia conquistato la fiducia incondizionata di Fredberg presentandogli uno studio sugli algoritmi, che avrebbe fatto innamorare il danese. Di sicuro c'è che l'ex portiere è stato il primo confermato della dirigenza. Gli altri, via di katana.
Samp, Mancini e Invernizzi: il tifo contro l’esonero
Striscioni e accuse a Fredberg e Walker. La rivoluzione messa in atto dal ceo sport ha fatto infuriare il mondo blucerchiato. Il saluto dell’ex ds: “Scelta che…








