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Ombrellini di carta, braccialetti, «power bank», cappelli e le immancabili bottiglie d’acqua gelata proposte a due euro l’una ad accaldati turisti stranieri. Il cuore dell’Area archeologica centrale, tra il Colosseo e piazza Venezia lungo tutta via dei Fori Imperiali, si è trasformato ancora una volta in un suk del commercio abusivo, praticamente monopolizzato da venditori del Bangladesh, con qualche sporadico «competitor» africano. Qualcuno sorridente, qualcun altro molto meno (si ricordano fino all’anno scorso risse violente a colpi di bastone per contendersi il territorio) i venditori abusivi con buste e zaini in spalla presidiano indisturbati tutta l’area, avvicinando i passanti in bermuda, che peraltro le bottigliette le acquistano volentieri.

La «domanda», insomma, è abbondante. A mancare è l’«offerta» regolare, ad esempio una distribuzione di acqua tramite volontari sul modello di quanto già fatto per il Giubileo 2025. Così invece a offrire refrigerio ci sono solo gli abusivi. E poi c’è il fatto che i controlli sembrano, a una prima occhiata, piuttosto scarsi. Durante la nostra passeggiata tra il Colosseo e via dei Fori, intorno all’ora di pranzo di ieri, non abbiamo notato controlli e tantomeno interventi repressivi contro i venditori irregolari, che spadroneggiano. Ed ecco che emerge un paradosso.