di
Matteo Sannicolò
Di origini abruzzesi ma residente in Trentino, Toscani è precipitato davanti agli occhi del compagno mentre stava scalando la via Livanos. Era docente di educazione fisica a Cavalese. «Una bella persona»
Lo sport e la montagna erano le sue più grandi passioni. Non perdeva mai l’occasione di salire in quota, che fosse per un’arrampicata in compagnia degli amici, per un giro in mountain-bike oppure per una discesa con gli sci d’alpinismo. Ieri, 30 maggio, però qualcosa è andato storto. Antonio Gianni Toscani — climber di 32 anni, abruzzese ma da anni residente in Trentino — è morto ieri mattina mentre stava affrontando da primo di cordata il secondo tiro della via Livanos al Massiccio delle Pope, in val di Fassa. All’improvviso è precipitato per una trentina di metri, oltrepassando in volo proprio il suo compagno d’avventura. L’impatto contro le rocce è stato violentissimo e inutile si è rivelato l’intervento, seppur tempestivo, dei soccorritori.
La scuola e la passione per la montagnaToscani era originario di Giulianova, comune abruzzese in provincia di Teramo, ma da ormai diversi anni si era stabilizzato in Trentino. Non era sposato e viveva a Cavalese, dove era conosciuto principalmente in ambito scolastico. Era infatti docente di educazione fisica e da tre anni insegnava alla scuola superiore Rosa Bianca, proprio a Cavalese. Il dirigente dell’istituto, Marco Felicetti lo ricorda così alla Rai: «Era amante dello sport e della montagna. Siamo attoniti, ha dato molto al nostro istituto e alla nostra comunità». Addolorato anche il sindaco di Cavalese, Carlo Betta: «Lo conoscevo e lo vedevo spesso, perché viveva proprio vicino a mia madre — ha raccontato il primo cittadino —. Era una bella persona, che non faceva mai mancare il suo saluto ogni volta che le nostre strade si incrociavano. Amava davvero qualsiasi tipo di sport».









