Il consiglio del comitato Allluvione Campi 2023 insieme ai tecnici incaricati della periziaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciCampi Bisenzio (Firenze), 31 maggio 2026 – Vogliono fare causa alla Regione. Per il momento non è nero su bianco, ma una parte degli iscritti al comitato ‘Alluvione Campi 2023’, guidato da Marco Celli, stanchi delle promesse mai mantenute quando si parla di rimborsi, ci sta riflettendo. Una strada, questa, che fino a un po’ di tempo fa sembrava essere soltanto teorica, ma che ora potrebbe concretizzarsi anche in tempi rapidi.
Un’iniziativa portata avanti da una cinquantina di cittadini che hanno pagato di tasca loro, insieme agli altri componenti del comitato, per realizzare la perizia resa nota lo scorso dicembre e che, partendo dall’alluvione del novembre 2023 e andando a ritroso nel tempo, grazie al lavoro di un gruppo di tecnici specializzati, si era fissata l’obiettivo di verificare cosa e come era stato fatto negli ultimi 100 anni per la sicurezza idraulica. E ciò che è emerso dal corposo documento racchiuso in una sintesi di 11 pagine è stata "l’estrema vulnerabilità delle aree golenali del fiume Bisenzio che, insieme al reticolo dei suoi affluenti, genera estese aree a pericolosità elevata e molto elevata". E se la perizia ha rappresentato la prima spinta per capire come andare per le vie legali, quella successiva sono state le parole del presidente della Regione, Eugenio Giani, dopo il recente sopralluogo al torrente Marina nello stesso punto in cui nel 2023 l’argine collassò.







