di Laura ValdesiSIENAL’ultima grande ambasciatrice di Siena nel mondo, Cesarina Pannocchieschi d’Elci. La ’signora della Piazza’ che accoglieva nel suo salotto i potenti del pianeta portando in alto il nome della città. Per il Palio naturalmente ma anche quando non c’era la terra nel Campo come nel caso di Navarro Valls, storico portavoce di Papa Giovanni Paolo II. Amata, la contessa, da star dello spettacolo e leader anche per quel riserbo che era stato la ’cifra’ del marito, il conte Vieri, scomparso nel giugno 1990. "Era riservato. E’ lui che ha contribuito a creare l’atmosfera che piace tanto ai miei ospiti. E i miei figli, Ranieri e Andrea, gli assomigliano", aveva rivelato molti anni fa a La Nazione.

Cesarina Pannocchieschi d’Elci si è spenta ieri a 94 anni, compiuti nel gennaio scorso, nell’antico palazzo di famiglia restaurato di recente, che si affaccia sul Campo. Circondata dai ricordi di una vita, dai quadri e dagli arredi preziosi, dalle foto del marito Vieri, conosciuto al mare a Forte dei Marmi, due volte capitano vittorioso dell’Oca, ben sei i successi per Fontebranda del padre di quest’ultimo, Emanuello. Protetta dalle mura solide del palazzo che trasudano storia. Qui aveva dormito, nella camera celeste stile impero del Fantastici, anche l’ultimo re d’Italia Umberto II nel novembre 1944. Una storia che la contessa d’Elci, originaria di Torino, ha contribuito a scrivere perché la first lady del salotto più conosciuto di Siena nel mondo, oltre all’eleganza amava stupire. E le riusciva molto bene. Fiera di appartenere alla nobile dinastia della Maremma, i Pannocchieschi d’Elci appunto, con ascendenze longobarde, "fra i pochi signori con tenute e castelli che potevano battere moneta", aveva svelato a La Nazione.