di
Vera Martinella
Sigarette elettroniche, puff bar, tabacco riscaldato e sacchetti di nicotina: i prodotti da fumo sono tanti, creano dipendenza e affascinano i teenager
Il numero è stabile da qualche anno: più o meno 12 milioni e mezzo. Tanti sono gli italiani che fumano, uno su quattro. 93mila ogni anno sono i decessi provocati dal tabacco solo in Italia (700mila in Europa). Quasi due miliardi, invece, sono gli euro spesi annualmente dal nostro Servizio sanitario nazionale per i ricoveri di chi si ammala a causa delle sigarette: soprattutto in conseguenza di cardiopatia ischemica, ictus e cancro ai polmoni, le tre patologie in cima alla triste classifica delle patologie collegate al fumo. L’elenco completo è lungo: comprende oltre 25 malattie diverse, tra le quali molti tipi di tumore.
Si potrebbe continuare a lungo con le cifre fosche che evidenziano i danni da fumo. Moltissime persone, però, si sentirebbero al riparo. Erroneamente convinti che queste righe non li riguardino perché hanno fanno scelte meno pericolose: sigarette elettroniche, puff bar, tabacco riscaldato o «nicotine pouches» (i sacchetti di nicotina), gli ultimi arrivati sul mercato. I prodotti da fumo sono ormai così tanti che è difficile tenerne il conto. Oltre alle molte marche di sigarette diverse, si sono moltiplicate le opzioni di tabacco riscaldato e sono cresciute a dismisura quelle da svapo, che hanno conquistato il pubblico giovane. Sono coloratissime, in aromi differenti (specie alla frutta o ai gusti dolci, come cioccolato e caramello), con o senza nicotina, producono nuvole di fumo che lasciano una scia «profumata»: così si sono guadagnate il mercato dei teenger o poco più. Inclusi quelli under 18 che non hanno l’età legale per comprarle, ma se le procurano lo stesso senza troppe difficoltà.















