Tra le mission del Distretto ligure delle tecnologie marine della Spezia c’è anche il supporto allo sviluppo delle competenze degli operatori della ’blue economy’, per andare incontro alle esigenze di un mercato del lavoro in continua evoluzione. Su questo fronte, il Dltm è attualmente impegnato in due progetti europei di cui è partner, ’Blue Ports’ e ’Be Stream Power’.
"’Blue Ports’, finanziato con il fondo Emfaf, è entrato nel vivo nella fase operativa – spiega la project manager Francesca Alfonzetti – con la sperimentazione di due corsi pilota dedicati all’upskilling del personale portuale – manager, personale amministrativo e operativo –, partiti lo scorso 9 aprile. Suddivisi in sette moduli formativi, sono dedicati alla transizione verde dei porti in un’ottica di sostenibilità, che illustriamo citando la definizione di Gro Harlem Brundtland, coordinatrice dell’omonimo rapporto della Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo del 1987: ’Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri’. Alla loro conclusione, sarà rilasciata ai partecipanti una certificazione riconosciuta a livello europeo come Port sustainability officer e Port sustainability operator: due figure che avranno ricadute positive anche sul porto della Spezia, contribuendo a progettare e attuare – fra le varie – misure di abbattimento delle emissioni e di minor impatto del ciclo dei rifiuti".






