Un frammento di storia restituito alla comunità grazie all’attenzione dei carabinieri e dei cittadini. È questo il valore del ritrovamento nel Teramano del fregio rubato dalla chiesa del Santissimo Crocifisso di Monterubbiano. Si tratta di un capitello decorato al centro con una testa umana, verosimilmente un angelo, affiancata da due volute a spirale, identificato come l’elemento decorativo che ornava il timpano della facciata principale della chiesa, da cui era stato sottratto tra il 2002 e il 2019. Il recupero risale allo scorso marzo, quando i carabinieri del Comando provinciale di Teramo hanno individuato il bene culturale in apparente stato di abbandono: da un cumulo di terriccio nero, affiorava una piccola porzione di pietra squadrata. Gli approfondimenti hanno consentito di riportare alla luce il manufatto, posto sotto sequestro e sottoposto ad accertamenti. Le indagini hanno poi permesso di ricostruire la provenienza dell’opera. Grazie al lavoro del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Aquila e della Stazione carabinieri di Monterubbiano, il capitello è stato identificato e riconsegnato alla chiesa del Santissimo Crocifisso. Una vicenda che racconta il valore del patrimonio culturale, ma anche il legame profondo che un territorio conserva con la propria memoria che resiste al tempo e all’oblio. Il ritrovamento è infatti il risultato di intenti condivisi da una rete di persone e istituzioni che non hanno mai smesso di cercare ciò che era stato sottratto alla collettività. Se a questo risultato si è giunti attraverso il confronto del reperto con le immagini custodite nella banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, il merito è in primis di chi ha creduto e crede nel rispetto della legge e dell’onestà. Determinante in tal senso la denuncia della scomparsa del fregio presentata dal priore della Confraternita del Santissimo Crocifisso, Massimo Sgrilli, e allo stesso tempo la professionalità del percorso investigativo del comandante David Falconieri. "Grande emozione per il ritrovamento – commenta Sgrilli – a cui si è giunti con il contributo di persone dai diversi ruoli, tutti convergenti nella volontà di restituire alla comunità un bene che appartiene alla sua storia e alla sua identità". Il ritrovamento del fregio rappresenta anche un nuovo tassello nel percorso di restituzione della memoria artistica alla chiesa (riaperta al culto dopo quasi trent’anni di chiusura e un radicale restauro) più volte bersaglio di furti. Tra le opere trafugate figurano quattro tele (una delle quali recuperata nel 2012), dipinti di grande valore attribuiti a Martino Bonfini e Giovanni Fantini.
Ritrovato il capitello mancante della chiesa
Recuperato nel Teramano l’elemento artistico che decorava la facciata dell’edificio sacro del Santissimo Crocifisso di Monterubbiano












