HomeMilanoEconomiaLogistica, ombre sul futuro: per il 60% l’IA è un rischio. Un lavoratore su quattro non arriva a 1.500 euroL’indagine Cisl e le richieste dei dipendenti: welfare per cibo e cure mediche. L’85% non sarebbe in grado di far fronte alla non autosufficienza di un familiareLogistica, ombre sul futuroRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMilano – L’intelligenza artificiale potrebbe portare a una “riduzione dei posti di lavoro meno qualificati”, secondo il 60,2% dei lavoratori lombardi della logistica. E per il 46,7% sarà necessario “acquisire nuove competenze per mantenere il proprio posto di lavoro”. Per un lavoratore su quattro porterà, però, anche a un miglioramento nell’efficienza e nell’organizzazione del lavoro. Il presente è fatto di stipendi bassi, ritmi e turni che rendono difficile conciliare vita e lavoro: l’84% ritiene di non essere in grado di conciliare il lavoro con l’assistenza a un familiare che dovesse trovarsi in una situazione di improvvisa non autosufficienza. L’85% non riuscirebbe a sostenere economicamente i costi di assistenza, pagando badanti, strutture o cure mediche. Ombre su un settore chiave dell’economia lombarda, che conta 261mila addetti e oltre 25mila imprese sul territorio, che muovono un costante flusso di merci. I lavoratori chiedono nuovi strumenti di welfare per far fronte al carovita, anche perché per il 22,6% il reddito medio netto mensile è sotto i 1500 euro e solo per il 26% supera i 2000 euro. La maggior parte degli stipendi si attesta su una forchetta che spazia tra i 1500 e i 2000 euro al mese. Una fotografia scattata da una ricerca di BiblioLavoro che ha sondato le opinioni degli iscritti al sindacato Fit-Cisl in Lombardia, con focus sul “welfare tra bisogni reali e sfide future”.