Milano, 31 maggio 2026 – Corpi non conformi, menti divergenti ed esistenze irriverenti che si prendono ciò che troppo spesso, nella quotidianità, è loro negato: spazio e spazi, strade e percorsi, sia in senso letterale sia in senso metaforico, la visibilità e i diritti, non ultimo il diritto di rappresentarsi e raccontarsi autonomamente. Questo il senso del corteo, anzi della parata tenutasi ieri nell’ambito dell’edizione 2026 del Disability Pride Milano.
Intorno alle 18 la partenza da piazza Scala, intorno alle 20 l’arrivo in piazza del Cannone, all’interno del Parco Sempione dove è stato allestito il Village con deejay set, uno spettacolo di Teatro Distorto e aree ristoro. Nel mezzo un corteo colorato e musicato grazie alle magliette delle associazioni partecipanti, ai costumi e alle performance di percussioniste, percussionisti e danzatrici. Tutto organizzato dalle associazioni Abbatti le Barriere, Famiglie Disabili Lombarde e Cologno Zerobarriere. Un momento di divertimento durante la giornata
Barriere architettoniche
“Il senso di questo evento è farsi vedere – spiega Andrey Chaykin, di Abbatti le Barriere –, prendersi quegli spazi che alle persone con disabilità sono spesso preclusi. L’emarginazione sociale è un problema serio e quotidiano, troppe persone con disabità sono ancora escluse dalla vita pubblica”. Ma non solo: “Le barriere architettoniche sono ancora presenti nonostante la legge per superarle risalga addirittura a 40 anni fa e preveda la possibilità di commissariamento del Comune che non provvede a dotarsi di un piano per eliminarle”.







