Pula.31 maggio 2026 alle 00:30Si moltiplicano le proteste contro il cantiere programmato sulla Sulcitana
Il timore di far arrivare un cliente all’aeroporto in ritardo, la preoccupazione di chi attende l’arrivo della merce da parte dei fornitori, e l’eterno disagio dei pendolari su cui, da sempre, il traffico sulla Strada statale 195 pende come una spada di Damocle: mestieri diversi, stesse apprensioni, gli imminenti lavori sul tratto della Sulcitana devastato dall’uragano Harry gettano un’ombra su lavoratori e residenti della costa.
La preoccupazione
Adriano Deidda è un autista, d’estate è una trottola che va avanti indietro dall’aeroporto agli alberghi di Pula con un unico pensiero: non far perdere il volo di rientro ai clienti. «Faccio questo lavoro dal 1991», racconta. «E in tutti questi anni questa strada è stata lo spauracchio di chi deve prendere il volo di rientro. Chi ha deciso di far partire questi lavori d’estate non ha la minima idea dei disagi che provocherà, passare dalla Conti Vecchi significa allungare di 7 chilometri, mi auguro, almeno, che si confermi l’intenzione di garantire il viaggio diretto da Pula a Cagliari».
Anche Tito Fadda fa spola tra hotel e aeroporto, e negli anni ricorda i salti mortali per trasportare i clienti in sicurezza, senza far perdere loro il volo: «In questi anni ne ho visto di tutti i colori, incidenti stradali, alluvioni, la 195 rischia di paralizzarsi ogni volta per un non nulla. Quello che però nessuno riesce a spiegare è perché si intervenga sempre per tamponare le emergenze, il tratto della strada devastato dall’uragano è da trent’anni che attende un progetto di messa in sicurezza. Il settore turistico subirà notevoli disagi a causa di questa situazione».






