Girovagando su Booking, scopro che nell’albergo in Alta Badia dove torno da ventidue anni «i bambini non sono ammessi». Ma come? Ci sono stato con mio figlio e poi con sua figlia, fin dall’apertura: il posto, in estate e in inverno, brulica di bambini e gioia. Le due cose, come sapete, vanno insieme.L’hotel ha una sala-giochi, un menù-bambini, camere comunicanti, divani-letto, una piccola piscina. Com’è possibile questa conversione? Conosco strutture turistiche «Adults Only», ma me ne tengo educatamente alla larga. Chi trova fastidiosi i bambini, infatti, non solo ha poca memoria, e dimentica d’aver avuto un’infanzia. È una persona per cui la vivacità è un fastidio: atteggiamento sospetto.

Se questa persona è anziana, sta costruendo un rifugio mentale fatto di idiosincrasie. Se è ancora giovane, sta preparandosi a invecchiare male (non è mai troppo presto, come sappiamo).In un albergo in Veneto, l’estate scorsa, mia nipote Agata — tre anni, allora — era affamata e nervosa, e ha iniziato a piantar grane. Papà e mamma prima hanno provata a calmarla, poi l’hanno portata di peso fuori dal ristorante. Non è bastato: una cliente vintage — tavolo da tre, tutte coetanee — ha iniziato a protestare a voce alta: «I bambini non possono comportasi così! L’educazione non ha età!». L’intolleranza sì, stavo per risponderle.