BUDAPEST – La brutta notizia, per noi, è che Riccardo Calafiori comincerà la finale di Champions League in panchina. Nell’Arsenal, Arteta gli ha preferito l'ecuadoriano Hincapié, probabilmente ritenendolo più adatto al confronto con i due più rapidi giocatori del Psg, Hakimi e Doué. Panchina anche per l'altro italiano in lista, Renato Marin, ma si sapeva: è il portiere di riserva. Qui a Budapest è tornato a disposizione Chevalier, fermo per infortunio da fine aprile: bisognerà vedere se Luis Enrique considererà nuovamente lui come dodicesimo oppure se preferirà l'azzurrino.

Psg senza sorprese

Nella formazione del Psg non ci sono sorprese (Hakimi è recuperato e ritrova il posto facendo slittare in panchina Zaïre-Emery), mentre Arteta ha operato scelte non preventivate: oltre al cambio Calafiori-Hincapié, come centravanti ha puntato su Havertz (fu lui a decidere, con la maglia del Chelsea, la finale del 2021) invece che su Gyökeres e come terzino destro su Mosquera a non su Timber.

Giornata tranquilla a Budapest

A Budapest è stata una giornata tranquilla, senza incidenti se non nella notte della vigilia, quando c'è stata una scazzottata tra una trentina di francesi e altrettanti inglesi, tutti ad alto tasso alcolico. Nel corso della giornata è arrivata qualche goccia di pioggia che ha mitigato il caldo di venerdì, che avrebbe potuto essere un problema per una finale che si gioca alla luce del sole: la Uefa ha infatti deciso di anticipare la partita alle 18 (sarà così anche nel 2027, al Metropolitano di Madrid), un orario che, secondo la confederazione europea, agevola sia i tifosi allo stadio sia quelli a casa (in buona parte dell'Oriente non sarà notte fonda), perché consente ai giovani di tenersi libero il sabato sera, e che piace alla città ospitante, tanto per la gestione dell'ordine pubblico quanto perché a fine partita bar e ristoranti si riempiranno di gente che consuma e spende. Inoltre, le partenze dall'aeroporto saranno scaglionate.