TRENTO. La Fiepet Confesercenti Trentino torna sul caso dell'erogatore gratuito di acqua frizzante in piazza Fiera a Trento, intervenendo dopo la diffusione dei dati sull'utilizzo. Per il neopresidente Federico Rigotti il problema è soprattutto il metodo seguito dall'Amministrazione, ritenuto privo di un reale confronto preventivo con le categorie economiche.
La «Casa dell'acqua», operativa dal 24 aprile e costata al Comune 35 mila euro, ha erogato 7.694 litri fino al 26 maggio, con punte di 1.100 litri al giorno durante il Festival dell'Economia e una media di circa 240 litri quotidiani. Numeri che l'assessora Gianna Frizzera ha letto come la conferma di una scelta vincente, nonostante le polemiche iniziali.
La Fiepet non contesta la sostenibilità ambientale né la riduzione della plastica, ma le modalità dell'intervento, lette come «un segnale di scarsa attenzione verso le attività del centro storico». Il nodo resta l'erogazione gratuita dell'acqua gassata, che secondo l'associazione introduce «un elemento di evidente concorrenza» per i pubblici esercizi, in una fase già gravata da costi energetici, aumento delle materie prime, carenza di personale e pressione fiscale.
Da qui la richiesta di soluzioni già adottate altrove: dall'erogazione gratuita della sola acqua naturale a forme simboliche di contribuzione per quella gassata, fino a una diversa collocazione degli impianti in aree meno sensibili dal punto di vista commerciale e storico.















