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Nel commentare la notizia dei droni russi che hanno colpito la Romania, il direttore del Fatto, Marco Travaglio, ha riproposto tesi congetturali della propaganda russa, già rilanciate la settimana scorsa dall’ex ambasciatrice Elena Basile.
Lo scorso marzo Lituania, Estonia e Lettonia aveva affermato che alcuni droni ucraini avevano fatto irruzione nel loro spazio aereo a causa di attività di jamming da parte della Russia. In sostanza, alcuni droni inviati dall’Ucraina contro le infrastrutture russe non erano stati abbattuti da Mosca, ma diretti verso lo spazio aereo di paesi europei di confine.
Il Cremlino, tramite il suo portavoce Dmitri Peskov, ha affermato invece che la Russia è stata vittima di piani ostili da parte dell’Ucraina con la complicità dei paesi baltici che avrebbero deliberatamente aperto il loro spazio aereo per consentire gli attacchi ucraini, riprendendo alcune tesi lanciate prima su canali Telegram e poi diffuse anche dalle tv russe. Secondo Mosca, Kyiv starebbe utilizzando i paesi baltici come piattaforme o come copertura per attacchi alla Russia, e Lituania, Estonia e Lettonia sarebbero ormai sul punto di preparare un’aggressione contro la Russia organizzata dall’Ucraina.














