Dopo un anno e mezzo, torna a lavorare la Commissione di vigilanza, ma non per eleggere il presidente (suo compito inevaso da un anno e mezzo) bensì per valutare la vendita del Teatro delle vittorie, che ha niente a che vedere col pluralismo dell’informazione

Questa settimana, dopo un anno e mezzo, è ripresa, grazie alla iniziativa nonviolenta dello sciopero della fame del deputato di Italia Viva, Roberto Giachetti, l’attività della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai. A prima vista sembrerebbe una buona notizia, e lo è, ma per il tema trattato dalla Commissione nella sua riunione, è la più tipica rappresentazione dell’ipocrisia e della inadeguatezza della classe politica italiana.