CITTADELLA (PADOVA) - Da una settimana l'amatissimo gatto Rocky di tre anni via da casa, vari annunci e a tarda serata una telefonata che fa raggelare: «Abbiamo noi il tuo gatto e sta soffrendo perchè lo abbiamo appeso per il collo in cantina». Questo ha fatto rabbrividire il proprietario, T.P., pensionato di 65 anni residente a Cittadella, che ha pensato veramente al peggio. Fortunatamente, tutto si è risolto bene perchè Rocky è stato ritrovato giovedì scorso proprio dal suo padrone e sta bene.

La vicenda «Ho pubblicato qualche giorno fa un annuncio perchè Rocky da giorni non rientrava - spiega T.P. -. Giorno dopo giorno stavo sempre peggio. Lo cercavo soprattutto alla sera e di notte nel quartiere dove abito. Mercoledì alle 23.15 una telefonata al cellulare con numero privato. Ho risposto perchè pensavo fosse legato al gatto. Dall'altra parte la voce di un uomo, per me tra i 20 ed i 25 anni, non un ragazzino, che si accerta che sia proprio io il proprietario di Rocky e poi mi dice: «È qui a casa mia. Lo abbiamo trovato vicino all'ospedale, ma sta soffrendo perchè lo abbiamo appeso per il collo in cantina». Poi un'altra voce sotto che faceva il miagolio. Mi sono molto arrabbiato lì per lì, poi ho cercato di mantenere la calma. Gli ho detto che ero un ex poliziotto e che avrei intercettato la chiamata. Poi la telefonata si è interrotta».Agitazione e amarezza Comprensibilmente agitato ha telefonato alla figlia raccontandole l'accaduto. È riuscita a tranquillizzarlo. Tensione che si è aggiunta a quella per la scomparsa dell'amatissimo micio. «Giovedì sera ho trovato Rocky. Era in una casa in costruzione nel quartiere, molto spossato, non riusciva ad uscire. Per fortuna ho sentito il miagolio. Ora si sta riprendendo» dice felice il proprietario. Tornando sull'accaduto: «Mi chiedo come ci siano persone che trovano tempo per fare queste cose. Non hanno proprio nulla da fare. Da qui si capisce il perchè di tanta violenza. Chi non ama gli animali non ama neanche le persone. Non immaginano l'importanza di un animale d'affezione per le persone che come me vivono da sole». Vicenda chiusa ma non del tutto. «Nel mio cuore li ho già perdonati - spiega T.P. - ma non nella mia mente. Andrò dai carabinieri ad esporre l'accaduto e capire se c'è la possibilità di denunciare e di trovare chi ha fatto la telefonata. Vorrei fargli comprendere l'errore che ha compiuto». La figlia sottolinea: «Gli scherzi telefonici li abbiamo fatti tutti da bambini per carità, ma di così pessimo gusto? No. Mai. In che brutto mondo viviamo? Chiunque voi siate, vergognatevi». Purtroppo questo fatto non sembra essere isolato. Non poche le persone che apprendendo la vicenda ed avendo a loro volta dovuto affrontare l'allontanamento di un loro animale d'affezione, indicano di aver ricevuto scherzi telefonici se non anche di essere state redarguite per non aver vigilato attentamente sulla custodia. Espressioni d'odio e di cattiveria che lasciano sconcertati.