Ai Piani di Pezzè sventola la bandiera americana di Sepp Kuss. Una folla dolomitica ha accompagnato i ciclisti, salita dopo salita: 35mila gli appassionati e i tifosi che hanno colorato di rosa i passi. In zona arrivo, sull'ultima salita che portava al traguardo, circa 15mila spettatori. Sullo sfondo il monte Civetta, cattedrale dell'alpinismo, e il lago di Alleghe.
Gregario vittorioso Ad Alleghe Kuss, il fedelissimo gregario dell'attuale maglia rosa, il danese Vingegaard, si aggiudica la tappa dopo aver raggiunto e superato Giulio Ciccone, in fuga solitaria dalla cima del Falzarego, a soli 2 chilometri dalla fine. Però, la tappa dolomitica dissipa ogni dubbio. Vingegaard conferma la maglia rosa a due tappe dalla fine della corsa. Non ci sono più dubbi. Il padrone del Giro d'Italia 2026 è il danese della Visma-Lease a Bike. La 19esima tappa del Giro d'Italia da Feltre ad Alleghe, rende merito al suo status di regina dell'edizione 2026 (la numero 109). In soli 151 chilometri sono concentrati circa 5mila metri di dislivello e 6 gran premi di montagna. L'abruzzese Giulio Ciccone, corridore della Lidl-Trek, tenta il colpo grosso e, con determinazione, va a caccia della vittoria, annusando l'odore della maglia rosa indossata nella tappa cosentina. Passa per primo sul Duran, a Coi, a Forcella Staulanza, e anche la Cima Coppi, ovvero la sommità del passo Giau, è sua. Solo per una manciata di centimetri non lo è pure il Falzarego. Proprio qui, quando il passo Lagazuoi si getta verso Caprile, inizia la fuga a velocità sostenute verso il centro di Alleghe, prima di affrontare la dura salita ai Piani di Pezzè.Giornata infernale Gli ultimi 5 chilometri sono infernali. Basti pensare che nell'ultimo km la pendenza non scende mai al di sotto del 14 per cento. Ciccone non raggiunge l'obiettivo, riesce a concretizzare il colpaccio. Però, riesce a strappare proprio al danese Vingegaard la maglia azzurra di miglior scalatore, già sua nel 2019. Sul secondo gradino del podio, invece, sale il capitano della Lidl-Trek, Derek Gee, che, così, recupera una posizione nella classifica generale. È quinto. Scalzato dal podio generale Thymen Aresman della Ineos Netcompany che si vede scavalcare da Jai Hindley di Red Bull Bora, grazie al sesto posto di oggi. Sesto posto che arriva dopo aver rincorso a ruota il duo Gall-Vingegaard. La settima e ottava posizione parlano in italiano. Al settimo posto si infila l'ormai eterno Damiano Caruso (Bahrain Victorious), all'ottavo, invece, il giovanissimo Davide Piganzoli, che non sfila di dosso la maglia bianca, riservata al leader della classifica giovani, ad Afonso Eulalio (Bahrain Victorious) ma gli ruba in un solo giorno 1 minuto e 14 secondi. «Non era mai stato l'obiettivo principale, vincere la tappa - ha detto Kuss -: la priorità era aiutare Vingegaard. Quando l'altra sera mi hanno detto che avrei avuto la possibilità di entrare nella fuga, ho capito che dovevo cogliere l'occasione. È qualcosa che ho sempre sognato, ma ogni anno diventa sempre più difficile. Io continuo a crescere e a migliorare, ma lo stesso vale per tutti gli altri. Non ero del tutto convinto di riuscire a rientrare su Giulio Ciccone, quando ha raggiunto un minuto di vantaggio mi sono un po' scoraggiato. A quel punto ho cercato semplicemente di concentrarmi sul fare la salita più veloce possibile, era un'ascesa molto ripida. Sapevo che mia madre sarebbe stata a 500 metri dal traguardo, voglio dedicare un pensiero speciale a lei e a tutta la mia famiglia».Oggi in Friuli L'appuntamento ora è in Friuli, alla ventesima tappa (Gemona-Piacavallo), altri 200 km e un dislivello di 3.750 metri: non ci sarà tempo per recuperare. Gli atleti dovranno assemblare tutte le energie residue. A scanso di equivoci, non si temono ribaltoni sostanziali in classifica generale. La barriera corallina di 250 milioni di anni fa, che oggi sfiora il cielo, saluta il Giro con un arrivederci.










