Il 75% delle famiglie italiane vive in condominio, ma il modello è fermo al passato. Ecco le nuove piattaforme digitali che sfruttano l'automazione per tagliare la burocrazia e garantire più trasparenza ai residenti

Oggi abbiamo un’applicazione per le multe, una per la banca e addirittura una per wifi, luce e gas. «Nel condominio, invece, se vuoi capire se hai pagato una rata condominiale devi aprire il tuo estratto conto e fare il controllo manualmente. Spesso dagli amministratori non si riesce neppure ad avere informazioni basilari o a ricevere una risposta in tempi ragionevoli», racconta Alessia Cacaveri, co-founder di Dommio, una delle imprenditrici che stanno cercando di portare l’innovazione in un settore «rimasto praticamente identico per 30 o 40 anni».

Mentre il condominio restava sempre uguale a se stesso, fuori tutto veniva digitalizzato. Eppure in Italia i condomìni rappresentano la stragrande maggioranza delle abitazioni: il 75% delle famiglie, circa 45 milioni di persone, vive in condominio. E più della metà – secondo un’indagine di Changes Unipol-Ipsos – non è soddisfatta del proprio amministratore. Nelle grandi città il rapporto è ancora più complicato, l’insoddisfazione raggiunge il 64% a Roma e il 56% a Milano. Il problema, però, non è legato ai singoli professionisti.