Con il sostegno di:

A Firenze il primo evento organizzato per rafforzare la rete dei gruppi oncologici multidisciplinari della Toscana e promuovere percorsi di eccellenza centrati sul paziente Nella foto qui sotto da sinistra Riccardo Campi, Laura Doni e Lorenzo Masieri

di Marco PrincipiniA Firenze il primo evento per mettere in rete i gruppi oncologici multidisciplinari della Toscana e costruire percorsi di cura sempre più condivisi e centrati sul paziente. Il tumore della prostata è la neoplasia più frequente tra gli uomini in Italia. Ma oggi, grazie alla diagnosi precoce con Psa e visita urologica e ai progressi della ricerca, è anche uno dei tumori con i più alti tassi di sopravvivenza. Dietro questi risultati c’è una rivoluzione silenziosa: la cura non è più affidata a un singolo specialista, ma a un lavoro di squadra. Urologi, oncologi, radioterapisti e altri professionisti collaborano nei Gruppi oncologici multidisciplinari (Gom) per costruire terapie sempre più personalizzate.Da questa visione è nato il corso "Diagnosi, staging e gestione multidisciplinare del carcinoma prostatico: i Gom toscani fanno rete", che si è svolto a Firenze il 26 e 27 marzo scorsi. Promosso da Lorenzo Masieri, professore ordinario di urologia all’Università degli Studi di Firenze e coordinatore del Gom urologico dell’azienda ospedaliero universitaria Careggi, l’incontro ha avuto un obiettivo preciso: rafforzare per la prima volta la rete dei Gom urologici delle aziende ospedaliere toscane per rendere più omogenei i percorsi di cura sul territorio.Il programma scientifico, coordinato da Laura Doni e Riccardo Campi, ha alternato letture di esperti nazionali e internazionali, dibattiti e aggiornamenti sulle nuove frontiere della chirurgia robotica, della radioterapia e delle terapie mediche. Centrale anche il confronto con Claudio Talmelli, presidente di Europa Uomo, che ha riportato al centro la voce dei pazienti.