Una crescita economica superiore alla media nazionale e regionale ma ‘drogata’ dalla polarizzazione dovuta quasi esclusivamente a due soli comparti: meccanica (dove resta predominante l’effetto Baker Hughes) e nautica. Il resto è stagnante o in calo, in particolare il lapideo. Una macro-evidenza che si traduce in un mercato del lavoro in netto peggioramento, agricoltura in crisi, affitti elevati, demografia in declino e il porto che segna un crollo sotto il profilo del traffico crocieristico. Sono, in sintesi, gli elementi chiavi del Rapporto Economia della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, realizzato in collaborazione con l’Istituto di Studi e Ricerche (ISR) presentato ieri al Polo Tecnologico Lucchese.

Il bilancio del 2025 traccia un quadro economico nel complesso debole per l’area della Toscana Nord-Ovest, in un contesto locale caratterizzato da diffusa prudenza: la crescita più sostenuta si registra nella provincia di Massa-Carrara (+0,7% il PIL), mentre Lucca (+0,3%) e Pisa (+0,2%) registrano un andamento più contenuto. Al di là di un commercio estero sostenuto solo da specifiche filiere, l’anno trascorso mette in luce le fragilità strutturali di un mercato interno poco dinamico e l’affaticamento di comparti tradizionali strategici — come il sistema moda, la mobilità e il lapideo lavorato.