Maria Cristina Perilli, referente dello Sportello Nella regione sono oltre 30Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciTremila lombardi sono in carico ai servizi sanitari della regione. La malattia si chiama Gap, gioco d’azzardo patologico. Una dipendenza che "va riconosciuta prima della fase acuta" spiega Maria Cristina Perilli, psicoterapeuta, una delle responsabili degli oltre trenta sportelli aperti nelle Asst lombarde. "Il primo problema è che non tutte le persone bisognose di aiuto capiscono che il gioco diventa una malattia", sottolinea da Spazio Gio dell’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano.
Quali sono le difficoltà nella diagnosi?
"Come tutte le dipendenze si pensa di poter smettere quando si vuole. In più la legalità dei circuiti ufficiali del gioco non rappresenta un aiuto a riconoscere il pericolo e la malattia. Giocano tutti, anche i personaggi famosi. Sono riprese le pubblicità, le sponsorizzazioni in ambito sportivo. Capita persino di entrare in locali e leggere cartelli con scritto “Bravo, hai vinto“. Quale abilità c’è? La tentazione è continua".
Come si frena la spirale?
"Andando nelle scuole, nei luoghi di lavoro a spiegare i pericoli che si nascondono dietro all’azzardo".










