Giuseppe Delmonte sarà lunedì 8 giugno sul palco dell’Elfo PucciniRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici"A mamma piaceva avere sempre la casa piena di gente: amava la convivialità. Aveva una mentalità avanti anni luce rispetto all’epoca. Con l’associazione che porta il suo nome voglio tenere vivo il suo ricordo. È un’esperienza che mi sta ripagando di tutto il silenzio nel quale sono piombato quando mio padre l’ha uccisa". Nel salotto immaginario di Olga Granà, uccisa a colpi d’ascia dall’ex marito il 26 luglio del 1997, oggi è seduto suo figlio, Giuseppe Delmonte. Dialoga con chi combatte la sua stessa battaglia contro la violenza di genere. Lo fa a teatro, in un format itinerante di sensibilizzazione, “Non volevo le scarpe rosse“, che lunedì 8 giugno andrà in scena anche a Milano al teatro Elfo Puccini con la giornalista Emma D’Aquino e l’ex magistrato Francesco Menditto. Un appuntamento che è solo un piccolo pezzo di tutto quello che fa l’associazione presieduta da Delmonte: l’Associazione Olga, appunto.

Giuseppe Delmonte, tutto nasce dalla tua storia. "Sono orfano di femminicidio da quando avevo 19 anni. I venti anni successivi li ho passati praticamente in silenzio. Poi sono finalmente riuscito a pagarmi un percorso di psicoterapia, con il quale sono riuscito a elaborare quel lutto".