C’è anche un esposto all’Autorità anticorruzione (Anac) tra le iniziative messe in campo dal comitato MuBasta per contrastare la realizzazione del Museo delle bambine e dei bambini Futura al Pilastro.
L’esposto è stato presentato nei giorni scorsi "per verificare eventuali irregolarità sia negli gli appalti per la costruzione dell’edificio che per gli quelli interni", spiegano gli attivisti. In particolare "pare che lo studio di architettura Aut Aut abbia avuto un altro incarico all’interno della progettazione degli spazi e stiamo cercando di capire se sono state fatte le cose in maniera lecita". Nel frattempo, la scorsa settimana il Collegio docenti dell’Ic11 ha bocciato "a larghissima maggioranza" la proposta del Comune di coprogettare il museo, segnala una insegnante: circa 70 no, 30 astenuti e tre favorevoli. Prosegue anche la raccolta firme anti-Futura: 1.500 finora le adesioni, riferisce MuBasta.
La mobilitazione, insomma, non è finita e quella che sta per arrivare sarà un’estate di lotta e "molto calda – assicurano gli attivisti – perché un pilastrino difficilmente va in vacanza". Insomma se i lavori continueranno a procedere, "noi continueremo a protestare" e, anche se l’edificio sarà completato, "la nostra lotta andrà avanti anche quando il Muba sarà attivo", è la promessa. Ma c’è anche il tema della parte di parco esterna al cantiere. "Continuano gli incontri a porte chiuse dei dirigenti del Comune- racconta MuBasta- in cui si chiede sempre a una stretta cerchia di persone cosa vogliono fare di quel che resta del parco e noi, in maniera parallela alla continua richiesta di bloccare i lavori, stiamo cercando di organizzare un’assemblea pubblica per chiamare tutti i cittadini e i lavoratori del Pilastro che vogliono dire la loro".








