Il governo continua a raccontare un’Italia che non c’è. Rivendica presunti record occupazionali, ma l’ultimo aggiornamento diffuso dall’Istat mostra un’altra realtà: quella di un Paese che invecchia, perde occupazione nelle generazioni più giovani e non riesce a costruire le condizioni per il proprio ricambio produttivo e sociale.

Giorgia Meloni costruisce l’ennesimo racconto trionfale sullo stato dell’economia italiana affermando che nell’ultimo anno ci sono 269mila occupati in più. Ma questo dato non riflette una crescita diffusa dell’occupazione. Al contrario, l’aumento è interamente concentrato nelle classi di età più anziane. I dati Istat mostrano che il saldo positivo su base annua registrato ad aprile è concentrato tra gli over 50 (+ 94 mila unità tra gli over 65), mentre tra gli under 50 gli occupati diminuiscono di circa 150mila unità.

Non siamo dunque di fronte a un mercato del lavoro che si espande grazie alle politiche del governo. Stiamo osservando gli effetti di una trasformazione demografica che procede da anni e che sta modificando la composizione stessa della forza lavoro. La popolazione invecchia e con essa invecchiano gli occupati. Ciò che il governo racconta come un proprio successo è in realtà il risultato della sua inerzia.