La sera del 27 novembre 2022 è la volta del pianista Matteo Ramon Arevalos, ravennate di nascita e residenza, globale per carriera e ispirazione, di esibirsi in un Concerto al buio nella cave di Area Sismica nella campagna forlivese. Oggi l’Area si è trasferita in riva al mare, dove continua a programmare musiche «extraordinarie». Ma che cos’è un Concerto al buio, peraltro organizzato col supporto dell’Unione Italiana Ciechi? Semplice: il musicista suona in uno spazio totalmente buio. Quindi, per esempio, un pianista come Arevalos, non vede la tastiera e deve affidarsi alla sua conoscenza digitale e mnemonica dello strumento. E il pubblico segue senza vedere niente, ascolta soltanto. Ora abbiamo la registrazione pubblicata in cd da Recommended Records del concerto di quella sera tenuto da Arevalos. Un’ora circa di musica improvvisata: un gettarsi ulteriore nell’incognito, nel conoscibile. Dobbiamo chiederci, ascoltandolo adesso in tutt’altra situazione, che suonando al buio preferisca seguire itinerari sonori semplici? Sì e no. La relativa semplicità è qui una scelta espressiva che fa parte del mondo ideativo di Arevalos. Che è un artista a cui piace anche una dimensione ludica, tanto è vero che la sua versione di Novelletta di Bussotti con centinaia di palline da ping-pong che rimbalzano sulle corde del pianoforte è diventata una hit della musica contemporanea. Che cosa ascoltiamo, quindi, del geniale Arevalos immaginando che interpreta se stesso nella perfetta oscurità? Ascoltiamo un unico brano suddiviso in quattro sezioni intitolate ai quattro elementi primordiali: aria, acqua, terra, fuoco. Musica a programma? Musica descrittiva? Se vogliamo sappiamo che c’è questo fattore nell’opera in atto, ma se saggiamente preferiamo dimenticarci i riferimenti extramusicali (per quanto «originari»), ascoltiamo delizie di rara originalità e basta. Un avvio tutto sulle corde che è arioso e misterioso, arioso e drammatico, ed è come se fosse prodotto da uno strumento elettronico. Poi, con stacco improvviso, uno zampillare di note e il loro confluire in ricerca di melodia piana, dolce. Poi sentiamo entrare nel raggio dell’evento alcuni accordi più pensosi che terrosi, una meditazione mai tentata dalla trascendenza però tentata dalla discorsività. Infine sentiamo un irrompere di sequenze ripetitive, ma molto brevi, spezzate, niente a che vedere col minimal classico, ed è un finale – sì, va bene – «infuocato». Bella avventura questo ascolto, bella avventura quella vissuta da Arevalos. Musica descrittiva? Sì, di un pensiero che non può che essere contemporaneo, cioè arioso, liquido, terrestre, incendiario.
Arevalos, un incendio nel buio | il manifesto
(Alias) La sera del 27 novembre 2022 è la volta del pianista Matteo Ramon Arevalos, ravennate di nascita e residenza, globale per carriera e ispirazione, di esibirsi in un Concerto al buio nella cave di Area Sismica nella campagna forlivese. Oggi l’Area si è trasferita in riva al mare, dove continua a programmare musiche «extraordinarie». Ma










