La serata del 28 maggio, la polizia svedese ha localizzato il luogo sicuro in cui Bella Demhat si trovava da qualche tempo e l’ha trasferita in un centro di rimpatrio, in ottemperanza a un’ordinanza dell’Ufficio immigrazione. Della sua storia ha scritto Murat Cinar nell’edizione di ieri: attivista, trans e curda, non ha ricevuto l’asilo politico. Se deportata dalla Svezia alla Turchia è a serio rischio della vita. Si sospetta che il luogo sicuro sia stato trovato grazie all’inseguimento del suo compagno.
Il centro, situato a Arlandastad (a un’ora da Stoccolma), potrebbe procedere con l’estradizione in qualsiasi momento. Per questo, oggi, 30 maggio, alle 15 è stato indetto un presidio di protesta e solidarietà davanti alla struttura.









