Scommettere sulle prospettive future di settori economici come lo sport e la finanza, il cosiddetto prediction market, è un’attività sempre più valorizzata. Un comparto che ha raggiunto in un anno scambi per 40 miliardi di dollari (34,5 mld euro) e che riguarda le piattaforme dove si comprano e vendono previsioni su eventi reali. Non è più una nicchia digitale, ma sta diventando un nuovo segmento della finanza globale. Dentro questi contenitori sta entrando un po’ di tutto: dalle elezioni politiche agli eventi sportivi fino alle decisioni economiche. Tutto ciò va al di là dei discorsi da bar e sta trasformando probabilità e informazioni in contratti negoziabili, attirando sempre più utenti e capitali. Gli ultimi due anni, secondo diverse ricerche, hanno visto una forte accelerazione: ci sono settimane di trading che hanno superato i 2 miliardi di dollari (1,72 mld euro) di flussi durante eventi a forte attrazione mediatica. Tutto questo ha a che fare con i grandi operatori finanziari. Intercontinental Exchange, società che detiene la borsa americana, ha investito nei mercati predittivi.

Il futuro di questa attività è valutato positivamente dalle fasce più giovani della popolazione globale, che la legano all’innovazione tecnologica. Quasi un terzo dei giovani ritiene che i prediction markets diventeranno una componente sempre più importante della cultura digitale. Non è soltanto una questione per utenti, ma si tratta di nuove opportunità di lavoro: per esempio, nello sport, i professionisti che operano sugli eventi con un approccio strutturato interpretando gli scenari, gestendo il rischio e con una disciplina decisionale.