VENEZIA - Roberto Coin, Katia Da Ros, Giorgio Girondi, Elisabetta Moro. Sono quattro, i nuovi cavalieri del lavoro espressione del Veneto operoso. Proprio ieri, il presidente Mattarella ha firmato i decreti con cui, su proposta dei ministri Adolfo Urso e Francesco Lollobrigida, ha conferito le 25 onorificenze. E quelle venete sono quasi una su sei. Non manca di sottolinearlo, il governatore Alberto Stefani: «Si prova orgoglio e soddisfazione afferma nel vedere una nutrita pattuglia di veneti tra i cavalieri del lavoro nominati dal presidente della Repubblica». Certo, prima di tutto va riconosciuto il valore di imprenditori e capitani d'industria, ma l'"incetta" conferma pure «la dinamicità e la rilevanza del nostro tessuto produttivo», conclude Stefani. E ricorda anche un quinto veneto: il padovano Diego Ponzin, presidente della Banca degli occhi del Veneto, nominato cavaliere al merito.
DALLA MARCA Laurea in economia aziendale, executive Mba dalla Harvard Business School, hanno formato la "lady del freddo", oggi vicepresidente e ad della coneglianese Irinox, l'industria (società benefit e B Corp) degli abbattitori di temperatura e dei quadri elettrici in acciaio inox, fondata dal padre Florindo nel 1989. Nonché presidente di Irinox North America. Con 450 dipendenti di 33 nazionalità diverse, oggi Irinox conta 5 filiali estere, in Nord America, Francia, Germania, Thailandia e Dubai, ed esporta in una novantina di paesi. Azienda e rappresentanza. Un doppio binario per Da Ros, che è cresciuta sotto l'ala dell'aquilotto: da presidente del gruppo giovani, a vicepresidente di Unindustria Treviso, a vicepresidente di viale dell'Astronomia, dal 2022 al 2024, con delega ad ambiente, sostenibilità e cultura. E ancora, siede nei cda di fondazione Cuoa, la scuola per manager di Altavilla Vicentina, e dell'Associazione italiana aziende famigliari (Aiaf). E in ambito bancario, è vicepresidente dell'advisory board Nordest di Unicredit. Non ultimo, presiede Venice International Foundation organizzazione privata senza fini di lucro nata nel 1996 per sostenere e finanziare i musei e il patrimonio culturale di Venezia e pure l'associazione Parco Industriale Prealpi Trevigiane.Emozione e senso di responsabilità: «È un riconoscimento che dedico prima di tutto a mio padre confessa Da Ros che con l'esempio mi ha insegnato che il lavoro è dignità e che con perseveranza e passione si possono raggiungere grandi risultati, indipendentemente da dove parti». Un'onorificenza che premia il lavoro di squadra, «con cui ogni giorno produciamo innovazione e bellezza». Ieri è giunto pure il plauso di Paola Carron, alla guida di Confindustria Veneto Est, che ha posto l'accetto sull'«impegno nella crescita insieme a quello, convinto, nella rappresentanza d'impresa».VICENZA E VERONA Da Treviso a Vicenza: ecco gli altri cavalieri. Roberto Coin, classe 1944, è presidente e fondatore dell'azienda con sede a Vicenza che porta il suo nome. Nata negli anni Settanta come laboratorio orafo, è oggi attiva nel mondo il 96% del fatturato è estero nella gioielleria di alta gamma. E nel 1996 ha lanciato il marchio omonimo. Spostandosi nell'Alto Vicentino, in particolare a Torrebelvicino, si incontra Elisabetta Moro. Classe 1934, è presidente di Pfm, l'azienda che nel 1964 ha fondato insieme al marito. Allora era una piccola impresa di semilavorati per il confezionamento, oggi è attiva con 14 società nella progettazione e produzione di macchine e sistemi di packaging per i settori alimentare, chimico e farmaceutico. Con quattro siti produttivi in Italia e filiali in Germania, Regno Unito, Spagna e Canada, ogni anno realizza con 660 dipendenti, 600 macchine e sistemi di confezionamento.Quarto cavaliere del lavoro il veronese Giorgio Girondi: nato nel 1955, è presidente di Ufi Filters. L'azienda fondata dal padre con altri soci (all'epoca produceva filtri destinati al settore automotive) oggi realizza tecnologie di filtrazione per i settori automotive, aerospaziale e nautico. Fornisce dieci scuderie di Formula 1 e le sue tecnologie sono scelte dal 95% dei costruttori di auto. Conta 22 stabilimenti nel mondo (tre in Italia) e occupa 4.300 dipendenti. «Personalità che hanno costruito percorsi industriali solidi le parole di Massimo Bitonci, assessore allo sviluppo economico del Veneto , capaci di coniugare crescita, innovazione e radicamento nel territorio». La vera sfida, oggi, è difendere questo immenso patrimonio.











