| 29 Maggio 2026 16:56 |
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(Adnkronos) – La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu) di Strasburgo ha ricevuto il 13 maggio scorso due ricorsi presentati nei confronti dell’Italia da un uomo fuggito dal Sud Sudan e da una cittadina della Costa d’Avorio per la mancata esecuzione del mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale nei confronti del libico Osama Almasri, accusato di crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
Il primo ricorrente è fuggito dal Sud Sudan nel 2018, si legge nel ricorso, per raggiungere la Libia. Dopo diversi tentativi falliti di arrivare in Europa, è stato detenuto in Libia a Triq al-Sika e poi trasferito ad Al-Jadida, un centro di detenzione controllato da Almasri, dove il ricorrente afferma di essere stato sottoposto a torture. Nel 2020, l’uomo è stato inviato con la forza alla base militare di Mitiga per combattere in uno dei gruppi armati organizzati da Almasri. Lì è stato sottoposto a lavori forzati e violenze e ha assistito a diversi episodi di tortura e uccisioni perpetrati da Almasri contro altri detenuti.
Nel giugno 2022, l’uomo è riuscito a fuggire e ad arrivare in Italia. Ottenuto lo status di rifugiato, ha fondato l’associazione ‘Rifugiati in Libia’ e ha fornito prove nel procedimento contro Almasri, avviato nel frattempo davanti alla Corte Penale Internazionale.










