La band spagnola, reduce dalla data al Fabrique di Milano, racconta il periodo fortunato, tra il nuovo disco e il bisogno di mantenere un suono più umano nell'epoca dell'Ai

Nel pieno di una nuova ondata rock europea, qualcosa si muove anche oltre l’asse anglofono. E se in Italia il rock è tornato a parlare a un pubblico globale, in Spagna c’è una band che sta ridefinendo l'immaginario della propria generazione: gli Arde Bogotá. Partiti da Cartagena, Antonio García, Dani Sánchez, Pepe Esteban e Jota Mercader hanno costruito in pochi anni un’identità tutta loro. Dai primi passi con 'El tiempo y la actitud' fino al successo di 'La noche' e al consolidamento definitivo con 'Cowboys de la A3', il loro percorso è stato una continua accelerazione. Reduci dalla data al Fabrique di Milano, con 'Instrucciones', primo singolo del loro terzo album prodotto da Joe Chiccarelli negli iconici EastWest Studios di Los Angeles, la band alza ulteriormente la posta. E all'AdnKronos la band racconta questo periodo fortunato: il nuovo disco, la sua energia più 'rock', il bisogno di mantenere un suono umano in un’epoca sempre più artificiale e, perché no, il desiderio di incrociare la propria strada a quella dei Måneskin.