Il report dell'), che ha analizzato oltre 68mila progetti legati al Piano nazionale di ripres svela una Calabria a due velocità: crollano i tempi per l'affidamento ma la regione è penultima in Italia per i pagamenti effettuati
La Calabria e il Mezzogiorno firmano una rivoluzione burocratica senza precedenti, ribaltando i vecchi stereotipi storici. Secondo l’ultimo focus di Svimez (L’Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno), che ha analizzato oltre 68mila progetti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza, le amministrazioni del Sud hanno letteralmente dimezzato i tempi necessari per le fasi di pre-affidamento e affidamento delle opere pubbliche. L’efficienza procedurale è migliorata del 55%, una velocità che doppia la performance delle regioni del Centro-Nord.I dati dimostrano che si è passati da una media nazionale storica di 26 mesi agli attuali 18 mesi per sbloccare i cantieri. Un’accelerazione che la Svimez attribuisce a “una combinazione di condizioni eccezionali come la semplificazione normativa, la pressione delle scadenze europee e il supporto tecnico di soggetti qualificati come Invitalia”.
L’allarme della spesa: la Calabria in coda
Se la burocrazia accelera, la capacità di spesa reale fatica però a trovare lo stesso ritmo, delineando un vero e proprio paradosso. La Calabria si trova in coda alla classifica nazionale per l’avanzamento dei pagamenti, ferma a una quota di spesa del 35,6%, nettamente distante dal 52,7% registrato nel Centro-Nord. Lo scarto territoriale sulle opere pubbliche supera i 20 punti percentuali, posizionando la regione davanti alla sola Sicilia.Il rischio concreto è che la straordinaria efficienza dimostrata nella prima fase cartacea non si traduca in cantieri chiusi e interventi realizzati sul territorio entro le scadenze del Piano.












