DA VEDERE. È indubbiamente il film più singolare dell’anno “Hen – Storia di una gallina” di Gyorgy Palfi, regista ungherese passato anche dal TorinoFilmLab. Narra le sbalorditive vicissitudini di un’intraprendente gallina che fugge dall’allevamento dov’era rinchiusa e comincia a vagare fino al momento in cui, tra una peripezia e l’altra, viene raccolta dall’anziano proprietario di una taverna greca alle prese anche con i traffici illegali del fidanzato della figlia. Otto le galline “impegnate” durante la lavorazione, magistrali le riprese. Il prossimo film di Palfi, attualmente in preparazione, narrerà le avventure di una scimmia. DA EVITARE. Opera meritoria del nostro cinema è donare spesso alla popolazione film che combattono l’insonnia meglio di una Tribuna Elettorale televisiva: è il caso di “Antartica – Quasi una fiaba”, esordio alla regia di Lucia Calamaro con protagonisti Barbara Ronchi e Silvio Orlando, alla cui visione dovrebbe essere unito all’ingresso in sala un cuscino per appisolarsi nel migliore dei modi. Racconta l’insolita storia di una scienziata, Maria, che arriva in una base dell’Antartide e la mette a soqquadro con le sue idee innovative. Girato curiosamente nei dintorni di Roma, l’ambizioso lungometraggio diffonde in 92 minuti – percepiti almeno 180 – buonismo a piene mani attraverso una storia che si dipana in maniera scontata, interessante come il programma della domenica mattina di Raidue “La dolce attesa” condotto dall’abbacinante Carolina Rey e coinvolgente come una partita di carte al bar vissuta da chi non gioca.
Cinema: lo “sconsiglio” del weekend, 30 e 31 maggio
Lo straordinario "Hen”, la noia regna sovrana in “Antartica”









