Classe 2001 sconosciuta ai più fino a dodici mesi fa, Oliynykova ha lasciato il suo Paese nel 2011, quando i genitori fuggirono durante il governo filo-russo di Viktor Yanukovych, ma è tornata a Kiev nel 2024, quando il padre si è arruolato come volontario. È di fatto l’unica tennista ad allenarsi in città, sotto le bombe. La tennista ucraina non è certo nuova a questo tipo di proteste. Nel corso dell’ultimo slam australiano aveva accusato la numero uno del mondo, Aryna Sabalenka, di fare propaganda russa e di essere una persona pericolosa. E recentemente, durante gli Internazionali d'Italia, aveva denunciato di essere stata minacciata dalla Wta di multe per migliaia di dollari e persino di una possibile squalifica per aver espresso critiche contro le tenniste russe e bielorusse. “Sono vittima di una guerra - aveva affermato in quell’occasione - non credo sia giusto punirmi e limitare la mia libertà di parola”. Domani, sabato 30 maggio, dovrà affrontare Diana Shnaider. Per lei molto più di una partita. “È davvero importante chi colpirà più forte la palla domani?”, si chiede retoricamente Oliynykova, aggiungendo che non si farà condizionare. “In campo è diverso, penso solo a essere concentrata e competitiva. Poi è ovvio che non si possono mettere sullo stesso piano la pressione di una partita importante con quello che si prova quando un drone esplode appena dall’altro lato della strada dove abiti”. Prima di salutare, la tennista ucraina ci tiene a mostrare un distintivo che raffigura la bandiera della Bielorussia democratica, “regalo delle persone che combattono insieme a mio padre”. Si utilizzava durante le proteste pacifiche del 2020. “È un distintivo, un souvenir, non è qualcosa di commerciale, ma mi è stato imposto di toglierlo durante le partite, con la spiegazione che non appartiene al produttore della mia borsa. Ma io continuerò a portarlo alle mie partite. Scusate, ma era qualcosa di molto importante che volevo condividere”.
Sarà Russia contro Ucraina al Roland Garros, Oliynykova accusa Shnaider: "Ha partecipato a un torneo sponsorizzato da Gazprom. E la mia casa viene attaccata con i loro soldi"
La tennista classe 2001 è tornata a Kiev nel 2024, quando il padre si è arruolato come volontario. È di fatto l’unica tennista ad allenarsi in città, sotto le b










