Brad Garlinghouse rilancia la regolazione XRP con una tesi netta: la campagna politica anti-crypto negli Stati Uniti avrebbe perso forza. Il CEO di Ripple collega questo cambio di clima a tre fattori precisi: le decisioni dei tribunali, il voto degli elettori e la linea pro-crypto di Donald Trump.

Le sue parole arrivano mentre a Washington il confronto sugli asset digitali resta aperto, ma con toni diversi rispetto al passato. Garlinghouse ha sostenuto che quella che ha definito “Anti-Crypto Army” sia stata battuta “dai tribunali, dagli elettori e da Trump”, inserendo così la battaglia di Ripple in una cornice politica più ampia.

Non è solo retorica. Dietro questa lettura c’è una lunga sequenza di scontri legali e regolatori che ha trasformato XRP in uno dei simboli più osservati del settore.

Summary

Garlinghouse dice che la spinta anti-crypto ha perso forzaLa causa SEC contro Ripple continua a plasmare il caso XRPTrump, Warren e la nuova battaglia sulle regole cryptoPerché l’esito conta ancora per Ripple e per XRP